Faringite

Cos’è la faringite?

Sensazione di nodo alla gola e dolori e difficoltà nella deglutizione sono alcuni dei sintomi della faringite, comunemente definita mal di gola. È un’infiammazione di natura batterica, virale o irritativa che colpisce la faringe (se coinvolge anche le tonsille, si parla di faringotonsillite). Può riguardare sia gli adulti sia i bambini e può essere acuta oppure cronica. Di solito è acuta quando è causata da agenti infettivi come virus o batteri, mentre la forma cronica spesso è legata al contatto con sostanze irritanti.

Le cause della faringite

La faringite è l’infiammazione della faringe, un condotto che inizia nella parte più profonda della cavità orale. La faringe permette il passaggio dell’aria (che poi arriva alla trachea, quindi a bronchi e polmoni) e del bolo alimentare (che giunge nell’esofago e poi nello stomaco).
La faringe è quindi un organo che, per la sua funzione, può essere soggetto all’azione di diversi germi e sostanze irritanti. La causa più frequente della faringite è l’infezione da parte di virus, come per esempio l’adenovirus, il rinovirus, il virus influenzale stagionale. Possono essere responsabili altri germi come il virus della mononucleosi (il virus di Epstein-Barr) e gli agenti virali che causano malattie infettive come il morbillo e la varicella. Questi agenti patogeni provocano infiammazione di gola, palato e cavità nasali, dando luogo a raffreddore, mal di gola e influenza. Se i virus raggiungono anche la mucosa faringea, che si infiamma, si sviluppa la faringite. A volte, sono responsabili i batteri, per esempio streptococchi, stafilococchi o pneumococchi che attaccano le vie aeree superiori già indebolite dall’infezione dei virus e infiammano la faringe.
Anche le allergie possono causare faringite: il contatto con allergeni stagionali (i pollini delle piante) o perenni (acari della polvere, pelo di animali, farmaci) provoca infatti uno stato infiammatorio localizzato alle vie aeree superiori e da qui l’infiammazione si propaga alla mucosa faringea.
Quando la patologia è dovuta a un’infezione batterica o virale, si manifesta più di frequente nei i bambini come complicanza di un raffreddore o dell’influenza.
Gli adulti sono invece più soggetti alla faringite persistente o cronica, dovuta all’azione di sostanze irritanti. Molto dannoso è per esempio il fumo di sigaretta. Anche l’abitudine ad assumere alcolici causa infiammazione cronica della faringe. Inoltre, sono a rischio di faringite le persone che soffrono di reflusso gastroesofageo, che consiste nella risalita nell’esofago dei succhi gastrici. Si verifica per una scarsa tenuta del cardias, la valvola posta tra esofago e stomaco, oltre che per abitudini alimentari scorrette. Il contenuto gastrico è altamente acido, quindi svolge un’azione irritante su esofago, mucosa faringea e fondo della cavità orale e si manifesta con bruciore, dolori, sensazione di nodo alla gola.
Una forma di faringite cronica può essere legata al fatto di dormire con la bocca aperta in un ambiente caldo e non adeguatamente umidificato. L’aria secca irrita le vie aeree superiori e ci si risveglia con raucedine, sensazione di fastidio e secchezza alla gola. Infine, la faringite cronica può essere anche la conseguenza di una forma acuta non risolta con un trattamento che assicura la completa guarigione.

I sintomi della faringite

La sintomatologia della faringite può variare a seconda che sia acuta oppure cronica.
Nella forma acuta il sintomo principale è il dolore alla gola, che si accompagna a difficoltà nella deglutizione. L’infiammazione della mucosa faringea causa anche malessere generalizzato e sensazione di nodo alla gola. Inoltre, può comparire un senso di ostruzione nel fondo della cavità orale, che ostacola il passaggio dell’aria rendendo quindi difficile la respirazione. Può verificarsi anche l’ingrossamento di alcune ghiandole, i linfonodi, presenti al di sotto della mandibola, che può causare una sensazione di indolenzimento localizzato al collo.
In caso di faringite la mucosa faringea appare arrossata, soggetta a prurito che si tenta di alleviare attraverso colpi di tosse. Se la faringite è causata da un’infezione batterica, sulle tonsille si formano placche di colore bianco e compare febbre, che può raggiungere anche valori elevati. Spesso ci sono anche raffreddore, dolore all’orecchio, diminuzione del tono della voce, raucedine.
I sintomi della faringite cronica, dovuta a fumo di sigaretta, assunzione di alcol, allergie o reflusso sono in parte diversi e soprattutto meno marcati. Non si è soggetti a febbre, mentre frequente è la sensazione di fastidio e prurito tra palato e fondo del cavo orale. È marcata la sensazione di nodo in gola e compaiono tosse secca e raucedine.

Quando rivolgersi al medico

Talvolta la faringite va incontro a guarigione spontanea, soprattutto se è di tipo virale. È sufficiente tenere a riposo la gola, assumere molti liquidi, da semplice acqua a bevande calde, che combattono la secchezza della mucosa faringea lenendo il dolore alla gola, la raucedine, il prurito e il bruciore localizzato. Sono utili anche i gargarismi a base di acqua e sale da cucina: hanno un effetto blandamente antinfiammatorio, ma sono consigliati solo agli adulti.
Si possono assumere anche farmaci in compresse o caramelle, formulate per bambini oppure per adulti, che agiscono come antinfiammatori o come lenitivi per combattere il dolore alla gola. La persistenza della sintomatologia, anche se sfumata, dovrebbe indurre a rivolgersi al medico per la diagnosi e un corretto trattamento. Infatti, se la faringite acuta non viene curata adeguatamente, può cronicizzare oppure può dare luogo a complicanze.
Quando ad ammalarsi è un bambino, è bene contattare il pediatra, nel caso degli adulti, la sintomatologia che deve indurre a contattare il medico è rappresentata da dolore alla gola persistente, che non si allevia nel giro di una settimana, ma anzi peggiora, persistenza di raucedine da almeno due settimane, febbre, tracce di sangue nella saliva o nel catarro. Altri sintomi degni di nota sono pelle del viso arrossata (rash cutaneo) e gonfiore dei linfonodi del collo.

Come avviene la visita

Nel caso dei bambini ci si rivolge al pediatra, mentre gli adulti devono contattare il proprio medico di medicina generale che consiglierà, eventualmente, di rivolgersi a un otorinolaringoiatra. La visita inizia con l’anamnesi, ovvero la valutazione della storia medica personale. Viene indagata la sintomatologia, se è acuta o persistente, il tipo di dolore alla gola e gli altri sintomi presenti come tosse, febbre, voce rauca, difficoltà respiratorie e problemi a deglutire. Il medico valuta le abitudini (come il fumo di sigaretta e l’assunzione di alcolici) e la presenza di allergie, reflusso gastroesofageo o altre patologie. Visita quindi il fondo della cavità orale e, se il caso procederà ad ulteriori indagini e/o alla prescrizione di farmaci specifici.

Il trattamento della faringite

Nel caso degli adulti, se la faringite persistente è causata da reflusso gastroesofageo, è necessario seguire una corretta alimentazione e, se indicato dal medico, assumere specifici farmaci. Questo trattamento riduce la risalita in esofago degli acidi gastrici e combatte il bruciore e l’infiammazione che coinvolgono anche la faringe. Si dovrebbe ovviamente ridurre il più possibile o, meglio ancora, eliminare del tutto cattive abitudini come assunzione di alcolici e fumo di sigaretta. Se si smette di fumare, la sintomatologia dolorosa della faringite cronica migliora sensibilmente.
Nel caso in cui sia presente una forma allergica verso pollini, acari della polvere, sostanze irritanti che raggiungono le alte vie respiratorie per inalazione, vanno allontanate le fonti di allergeni, qualora possibile, o, dietro consiglio medico, vanno assunti farmaci antiallergici.
Per la faringite acuta, se il medico ritiene che la causa sia un’infezione virale, sarà opportuno un trattamento a base di farmaci antinfiammatori per controllare il dolore alla gola, il fastidio, la difficoltà nella deglutizione e nella respirazione. Questi medicinali si possono assumere in forma di caramelle con azione lenitiva, oppure in spray da vaporizzare sul palato e sul fondo del cavo orale o ancora attraverso apparecchiature per aerosol.
Se dalla visita il medico sospetta un’infezione batterica, confermata anche dal tampone faringeo, il trattamento si basa sull’assunzione di antibiotici in formulazioni da assumere per bocca (compresse, sciroppi, sospensioni orali). Questi farmaci devono essere assunti solo se prescritti dal medico e mai di propria iniziativa, nei tempi e nelle dosi indicate. Solo così assicurano la guarigione, perché sono i più efficaci contro i batteri.
Fondamentale è infine la prevenzione della faringite: si devono evitare il fumo e le altre sostanze irritanti e umidificare gli ambienti per combattere l’aria secca. È importante lavare spesso le mani, che sono veicolo di germi, soprattutto quando si è stati in luoghi affollati.

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In aggiunta alla terapia, l’impiego di Ialu Clenny, soluzione sterile per nebulizzazione o instillazione a base di acido ialuronico, favorisce la protezione, l’idratazione e la riparazione delle mucose rino-faringo-laringee.

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