Laringite

Fastidio alla gola, voce rauca, tosse stizzosa: probabilmente almeno una volta tutti ci siamo trovati a fare i conti con questi sintomi, magari archiviati semplicemente sotto l’etichetta di “mal di gola”.

Quando c’è di mezzo un abbassamento della voce è probabile però che si tratti di una laringite, ovvero un’infiammazione della laringe. Non dimentichiamo, infatti, che è proprio il condotto laringeo l’organo deputato alla fonazione, cioè all’emissione dei suoni, prodotti dalla vibrazione delle corde vocali al passaggio dell’aria.

I fattori che possono determinare un processo infiammatorio a carico di questo specifico tratto delle alte vie respiratorie sono, come vedremo, molteplici. Nella maggior parte dei casi, fortunatamente, le laringiti si risolvono spontaneamente nell’arco di alcuni giorni, ma non mancano situazioni in cui è necessario un trattamento specifico per arrivare alla guarigione.

Laringite: di cosa si tratta

Con il termine laringite si indica un’infiammazione che coinvolge la laringe, il tratto delle vie aeree superiori che ha inizio dietro la lingua, dove termina la faringe (il condotto che mette in comunicazione il cavo orale e il naso con la laringe e l’esofago), e continua, a livello del collo, fino a dove inizia la trachea.

La laringe è un cilindro cavo, costituito da cartilagini, legamenti e muscoli. L’interno è rivestito di mucosa.
Il condotto laringeo non è deputato esclusivamente a consentire, come detto, la fonazione, cioè appunto, l’emissione dei suoni, ma è anche la struttura che permette il passaggio dell’aria inspirata verso le vie aeree inferiori (trachea, bronchi, polmoni) e di quella espirata verso l’esterno. Essa è inoltre dotata, nella parte superiore, di un meccanismo di chiusura (l’epiglottide) che, in fase di deglutizione, evita che il cibo masticato e la saliva, invece di scendere lungo l’esofago per arrivare allo stomaco, vadano “di traverso”, cioè finiscano nelle vie respiratorie.

Come dicevamo, la laringite è una condizione in cui le mucose della laringe (e con esse anche le corde vocali) risultano infiammate, per lo più per un uso eccessivo della voce, per un’esposizione ad agenti irritanti, per infezioni (più spesso di origine virale che di tipo batterico) o altre malattie.

Si distingue tra una forma acuta di laringite, di breve durata (10 giorni o un paio di settimane circa), e una forma cronica (in genere persistente per più di tre settimane).

Le cause principali della laringite

I fattori che possono determinare la comparsa di una laringite sono molteplici e si può fare una distinzione tra le cause della forma acuta e quelle che, invece, possono favorire l’instaurarsi di una forma cronica.

Le laringiti acute sono principalmente dovute a:

  • Infezioni virali (i virus principalmente chiamati in causa sono quelli dell’influenza, i virus para-influenzali e quelli del raffreddore, come per esempio rinovirus, virus respiratorio sinciziale, adenovirus)
  • Infezioni batteriche, anche se sono più rare di quelle virali; i batteri che più facilmente possono essere responsabili sono lo Streptococcus pneumoniae, l’Haemophylus influenzae di tipo b e la Moraxella catarrhalis
  • sempre restando nell’ambito infettivo, laringiti acute possono associarsi anche ad alcune malattie tipiche dell’infanzia, di origine batterica (come la pertosse) o virale (come la varicella o il morbillo)
  • uno sforzo vocale (per esempio l’aver urlato o parlato a lungo sforzando il tono di voce).

La laringite cronica può essere invece dovuta a una serie di fattori, tra cui:

  • inalazioni prolungate nel tempo di agenti irritanti (per esempio, sostanze chimiche tossiche cui si è esposti sul luogo di lavoro, polveri, fumi ecc.)
  • fumo di sigaretta (vale sia per i fumatori sia per chi è esposto abitualmente al fumo passivo)
  • uno sforzo vocale abituale (legato in particolare all’uso professionale della voce, come può accadere per esempio nel caso dei cantanti)
  • abuso cronico di alcool (alcolici e superalcolici)
  • malattia da reflusso gastroesofageo (la risalita di materiale acido dallo stomaco può determinare un’infiammazione anche a carico della laringe)
  • sinusite cronica (infiammazione cronica della mucosa che riveste i seni paranasali)
  • allergie
  • infezioni, per lo più di tipo batterico o fungino. Queste ultime, in particolare, possono riguardare i soggetti immunocompromessi, cioè il cui sistema immunitario risulta indebolito da altre condizioni.

Sintomi e diagnosi di laringite

Nella laringite, generalmente, non è solo la mucosa a risultare infiammata e irritata: la reazione di tipo infiammatorio coinvolge anche le corde vocali. Questo determina una distorsione nell’emissione dei suoni e, infatti, uno dei più caratteristici sintomi di laringite, indipendentemente dalla causa scatenante, è proprio la disfonia, ovvero un’alterazione della voce, che può variare in base al grado di irritazione o infezione: si va dalla raucedine, con abbassamento della voce, che diventa rauca, fino all’afonia vera e propria (cioè la mancanza di voce).

A questo possono aggiungersi:

  • dolore e/o bruciore alla gola, soprattutto dopo aver parlato e, in generale, difficoltà a parlare,
  • sensazione di prurito o secchezza alla gola
  • tosse, generalmente secca e stizzosa, che peggiora durante la notte (e che in alcuni casi può poi diventare catarrale)
  • dolore e difficoltà durante la deglutizione
  • dispnea, ovvero difficoltà respiratorie (legate in genere principalmente alla presenza di un edema infiammatorio, cioè un gonfiore a livello laringeo che contribuisce a ostacolare il passaggio dell’aria).

In alcuni casi possono essere presenti anche altri sintomi. Se, per esempio, la laringite si associa a infezioni delle vie respiratorie (come raffreddore, influenza, sindromi para-influenzali) possono essere riscontrati anche congestione nasale, naso che cola, febbre e ingrossamento dei linfonodi del collo.

In generale, i sintomi di una laringite acuta compaiono in modo improvviso e tendono a peggiorare rapidamente (nell’arco di 2-3 giorni), mentre, nel caso delle forme croniche, possono essere più sfumati e progredire più lentamente. Nella laringite cronica possono anche comparire lesioni o escrescenze (polipi o noduli) sulle corde vocali.

Una particolare forma di laringite acuta, nota come laringite ipoglottica, di origine virale, più frequente nei mesi autunno-invernali e che interessa i bambini piccoli (soprattutto i maschi di età compresa tra i sei mesi e tre anni di vita), può iniziare con segni e sintomatologia sovrapponibili a quelli di un comune raffreddore, per poi registrare la comparsa, nell’arco di poche ore, di alcuni sintomi caratteristici, come:

  • voce rauca
  • tosse “abbaiante” (che ricorda cioè il verso del cane che abbaia)
  • emissione di un suono simile a uno stridore durante gli sforzi inspiratori o il pianto (nei casi più gravi, anche a riposo)
  • difficoltà respiratorie, dovute alla formazione di un edema infiammatorio nella parte inferiore della laringe, che ostacola il passaggio dell’aria.

Quando rivolgersi al medico? Generalmente una laringite acuta si risolve spontaneamente nell’arco di 10 giorni o un paio di settimane, per cui se i sintomi persistono oltre è bene rivolgersi al medico curante (che potrà eventualmente indirizzare verso una visita specialistica con l’otorinolaringoiatra). È però importante rivolgersi subito al medico se compaiono:

  • dolore alla gola che aumenta invece di attenuarsi
  • difficoltà a deglutire
  • difficoltà respiratorie
  • tosse con emissione di sangue
  • febbre alta e/o che non accenna a ridursi
  • nel caso di bambini piccoli, tosse abbaiante, stridore anche a riposo, difficoltà respiratorie.

Come si cura la laringite

Generalmente la laringite acuta di origine virale migliora da sola in una settimana.

Possono dare sollievo e accelerare la guarigione alcune misure come:

  • mettere a riposo la voce, evitando di sforzala ulteriormente; è bene in particolare evitare di “schiarire” la gola, in quanto si possono irritare ulteriormente le corde vocali e provocare un aumento delle secrezioni, innescando un circolo vizioso
  • fare inalazioni di vapori umidi, in quanto l’aria umidificata migliora l’idratazione delle vie aeree superiori e aiuta a fluidificare e facilitare l’eliminazione di catarro; allo scopo può essere utile anche utilizzare un umidificatore nell’ambiente domestico oltre che bere molti liquidi (acqua soprattutto, evitando alcolici e caffeina)
  • evitare l’esposizione ulteriore a sostanze dall’azione irritante, fumo in particolare (anche passivo), polveri ecc.

Come cura farmacologica, possono essere utili antinfiammatori per dare sollievo dal mal di gola, ma è sempre consigliabile chiedere il parere del medico o del farmacista. Per quanto riguarda la somministrazione di altri farmaci, la prescrizione medica è essenziale e riservata a casi specifici: gli antibiotici, per esempio, possono essere prescritti solo in caso di un’accertata laringite di origine batterica accertata da un medico.

In caso di laringite cronica, se di origine fungina o batterica, il medico valuterà l’entità e l’origine del disturbo e prescriverà la terapia farmacologica appropriata.

Le strategie di prevenzione

Per cercare di prevenire, per quanto possibile, la laringite può essere consigliabile:

  • non fumare e cercare di evitare l’esposizione al fumo passivo
  • evitare l’abuso di alcolici
  • se si soffre di malattia da reflusso gastroesofageo, attuare tutte le misure per tenerla sotto controllo
  • evitare per quanto possibile l’esposizione ad agenti irritanti (per esempio adottando, sul lavoro, specifiche protezioni)
  • umidificare correttamente l’aria degli ambienti in cui si vive
  • imparare a “riscaldare” la voce e a dosarla correttamente, in particolare nel caso se ne faccia un uso professionale
  • cercare, per quanto possibile, di prevenire le infezioni delle vie respiratorie superiori (per esempio lavandosi spesso le mani e evitando il contatto ravvicinato con persone che ne sono colpite).
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